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TUTTO È  POLITICA

 

Di fronte alla politica è ormai consuetudine porsi in maniera svogliata, annoiata e stanca. Vi è una totale disaffezione al voto, non si percepisce l’importanza di questo semplice gesto, a causa di una totale sfiducia sia nei confronti di una qualsiasi formazione politica, sia nei confronti del sistema politico stesso, che sembra non dare ascolto alla nostra voce e alle nostre esigenze. Ma questa disaffezione e questa sfiducia hanno origine in una “crisi dell’io”, cioè in un senso di smarrimento e di sconfitta (espresso come noia ed apatia insormontabili) che si percepisce quando ci si ferma  a riflettere riguardo la nostra vita: sembra priva di uno scopo; i nostri progetti, il nostro destino e il nostro desiderio di vivere la realtà in maniera seria ed appassionata sembrano mutilati ed il desiderio di realizzazione personale soffocato. C’è la possibilità di risvegliarsi e di uscire da questa situazione bloccata, che lascia insoddisfatti e delusi?La politica può essere un bene per sé e per le persone che si amano?

Forse basterebbe ricordarsi che la politica nasce dal desiderio concreto di bene per la società in cui si vive e quindi di bene per se stessi. E’ su questo desiderio di bene che si fonda lo spirito di un’autentica democrazia, nell’affermare il valore dell’uomo e della sua vita e nell’esaltare il suo bisogno di amore, verità, bellezza, giustizia e felicità.Guardando se stessi, con umiltà ed attenzione, non si può non riscoprire questo desiderio di bene per la propria vita e allora si deve riaccendere la fiamma che ha spinto. nel corso dei secoli, l’uomo a lottare ed a impegnarsi per poter vivere, e non “vivacchiare”, la realtà che lo circonda.Di fronte alle problematiche sociali, problematiche che ci riguardano personalmente e che consideriamo distanti fino al momento in cui non ci toccano personalmente, non si può rimanere indifferenti, perché non si può rimanere indifferenti di fronte al proprio desiderio di felicità. Bisogna sollevare questo velo di apatia e di disinteresse ed implicarsi personalmente nelle circostanze che viviamo, senza sperare che magicamente le circostanze migliorino da sole e soprattutto senza la convinzione per cui solo una grande potere od una grande rivoluzione possano cambiare il mondo: i più strepitosi e nobili cambiamenti del nostro mondo, e la storia ne è testimone, nascondo dalle persone più umili e comuni, la cui grandezza è stata nel non permettere che il loro desiderio di bene, personale e quindi collettivo, venisse soffocato.Non possiamo non stare in questo mondo in maniera attiva, perché ne siamo parte e nel momento in cui più di una persona ha questo desiderio di creare e di costruire qualcosa nel luogo in cui vive, lì si fa politica nel vero senso del termine.E allora tutto diventa politica.Perché di fronte alla scuola, allo studio, alle amicizie e al modo di vivere qualsiasi realtà, si ricerca un bene, una corrispondenza con la propria esigenza di felicità.Perciò in vista delle prossime elezioni bisogna togliersi la convinzione che il proprio voto non abbia valore e allo stesso tempo non bisogna cercare una bandiera o uno slogan sotto il quale immedesimarsi: nel seguire una mera ideologia si rischia di sottomettere la propria libertà. C’è la necessità che, senza alcun tipo di pregiudizio nei confronti dei partiti, ci si muova alla ricerca di una persona che condivida il pensiero di una politica che coinvolge tutto e che nasce dal desiderio di un bene e che quindi meriti di essere votata.

Michele Astrua

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