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VINCERE L’ODIO, MA NON SANREMO

Anche quest’anno Sanremo è stato un successo. Circa 11 milioni e più gli ascoltatori che Carlo Conti e i suoi ospiti sono riusciti a tenere incollati alla tv (per saperne di più su Sanremo, clicca QUI). Tante novità tra i cantanti in gara, gli Stadio su tutti, anche se già attempati, e tante vecchie glorie come Neffa, Patty Bravo e altri.Elio e le storie tese non sono proprio delle “new entry” del festival. Vantano una presenza nel  ’96 e una l’anno precedente dove si erano piazzati, in entrambi i casi, al secondo posto. Quest’anno si sono ripresentati al festival con la canzone “Vincere l’odio”.Si è capito che i clichè  a questo gruppo non piacciono proprio. Se l’anno prima si erano limitati a comporre una canzone con una nota sola, cambiando solo la tonalità, quest’anno il repertorio è diverso ma tutt’altro che banale. La canzone è composta da 7 strofe nelle quali musica, ritmo e temi cambiano continuamente: l’ultima parola della strofa precedente diventa la prima della strofa successiva. Non sono passati inosservati neanche i costumi, stravaganti e geniali come sempre. Insomma, questo poteva essere l’anno buono per il successo, invece per gli Elii c’è solo un deludente dodicesimo posto.

Questo gruppo racchiude, nella sua vicenda, la parola “rischio”. Gli Stadio, il Volo e molti altri hanno vinto il festival con canzoni ben diverse. Il pubblico italiano non vuole novità azzardate, preferisce grandi classici rielaborati. Alle proposte innovative di Elio e le storie tese, preferiscono i classici temi come l’amore, la sofferenza. Il grande problema di questo gruppo è che fa colpo solo su una piccola parte dei “votanti”. Molti rimangono spiazzati e non riescono a cogliere la genialità dei  loro progetti. Comunque i dischi venduti cantano: successo stratosferico. A volte però bisogna adattarsi al pubblico che si ha di fronte, riuscire a essere, se necessario, un po’ più sobri.Quel che è certo è che loro ci riproveranno.

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