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IL GIORNO DELLA MEMORIA

Tra i numerosi avvenimenti del 1945 ce ne fu uno che non possiamo dimenticare: la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz da parte delle truppe dell’Armata Rossa.

Era il 27 Gennaio. Una data fondamentale che nel 2005 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha designato come Giorno della Memoria.

Da quindici anni a questa parte, durante questa giornata conferenze, incontri, commemorazioni ci parlano con commozione degli oltre quindici milioni di persone vittime dell’Olocausto.

I sopravvissuti rivivono nei racconti il dolore, le privazioni, la disumanizzazione, le umiliazioni provate sulla propria pelle.

E per quanto dentro di noi crescano la rabbia, il disappunto, una profonda tristezza e si faccia strada un senso di solidarietà e di condivisione del dolore,  tutto il peggio che questi racconti ci portano ad immaginare non si avvicina nemmeno minimamente all’abominio perpetrato da uomini verso altri uomini.

Ecco perché non dobbiamo dimenticare, perché il rammarico, la rabbia e la profonda tristezza che proviamo non permettano mai più a esseri umani di poter commettere una tale vergognosa persecuzione verso altri uomini.

Era il  febbraio del 1945 quando la giovane Anne Frank morì in un campo di concentramento. La sua vita, la libertà che tanto sognava, i suoi genitori le furono strappati via. La sua storia ci è stata raccontata dall’attrice-regista Raffaella Tomellini nello spettacolo “Cara Anne”: la protagonista si immedesima in lei, interpretando le pagine del suo diario. Ci fa capire che lei aspettava solo la fine della guerra, per poter uscire allo scoperto e vivere come voleva, senza nessuna restrizione. Inoltre, l’attrice ci mostra il punto di vista di un altro personaggio che ha vissuto la storia di Anne Frank dall’esterno del suo nascondiglio: l’ippocastano, l’albero che si trovava di fronte alla sua casa. Ci spiega come Anna guardasse dalla finestra e lo ammirasse in tutta la sua maestosità.

“Cara Anne” è uno spettacolo da brividi, che riesce a far capire ancora meglio quello che Anne Frank e gli altri perseguitati hanno provato durante la Seconda guerra mondiale e la deportazione degli ebrei.

Oggi abbiamo il dovere di ricordare  questo terribile genocidio perché ciò che é avvenuto non si ripeta mai più.

Nicolò, 3B e Sofia, 3A

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