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VIVERE LE DOLOMITI

25/03/2021

Le Dolomiti sono state definite “la più bella architettura naturale del mondo” e dal 2009 sono state inserite dall’UNESCO tra i beni Patrimonio Naturale dell’Umanità. Questo scenario ha una storia geologica affascinante: milioni e milioni di anni fa questa regione era un’immensa pianura; con il passare dei secoli si trasformò in un mare con atolli e vulcani che crebbero di dimensioni. In seguito tutto sprofondò nell’acqua, finché Europa e Africa si scontrarono e come conseguenza di questo fenomeno emersero queste imponenti montagne.

I geologi che hanno studiato la roccia dolomitica e la sua evoluzione hanno individuato tre processi diversi, che corrispondono a precisi momenti storici. La litogenesi, ovvero la trasformazione dei sedimenti in roccia, l’orogenesi, caratterizzata dall’affiorare delle montagne dal mare, e la morfogenesi, cioè il modellamento di queste vette ad opera degli agenti atmosferici.

Si può affermare quindi che le Dolomiti conservano la memoria del mare e basta guardare il gruppo del Sella per comprenderlo: era poco più di un atollo, circondato da coni vulcanici, che oggi possiamo ammirare nella sua forma tozza e arrotondata; inoltre,si può rilevare l’immagine di primitive scogliere coralline ammirando il gruppo del Sassolungo, le Pale di San Martino, le Odle e la Marmolada.

Il termine “Dolomiti” risale al marchese Déodat De Dolomieu che, tra il 1789 e il 1790, di ritorno da un viaggio di studio in Italia, raccolse campioni di roccia chiara. Tali campioni vennero analizzati dal chimico e naturalista Nicolas-Théodore De Saussurre: egli stabilì che il minerale componente, non ancora conosciuto, era un carbonato doppio di calcio e magnesio e decise di chiamarlo “dolomia” in onore dell’amico; in seguito, da questo sostantivo comune si originò il termine “Dolomiti” per indicare questo gruppo di montagne.

Non si può non restare colpiti dal fenomeno che interessa la pietra di queste montagne, soprattutto al tramonto: le pareti rocciose con il riflesso degli ultimi raggi di sole sviluppano infinite sfumature che spaziano dal giallo chiaro al rosso fuoco e comprendono vari livelli di rosa e viola.

Tra queste splendide vette si trovano i paesaggi naturali e tradizionali dell’Alto Adige; vi sono inoltre parchi naturali che offrono rifugio ad animali e piante e comprendono vaste aree di interesse paesaggistico e culturale poste sotto tutela della provincia autonoma di Bolzano. A tal proposito possiamo citare il parco naturale Puez-Odle, il parco Tre Cime, il parco Fanes-Senes-Braies e il parco Sciliar-Catinaccio. Queste zone protette sono importanti perché permettono di preservare il paesaggio e la natura, conservandoli allo stato originario.

Sulle Dolomiti si possono fare molte escursioni con diversi gradi di difficoltà, i sentieri sono ben curati, tutti ben segnalati e conducono in percorsi fiancheggiati da cespugli di ginepro nano, genziane e rododendri, mentre salendo sempre più in alto si ammirano cespugli di stelle alpine. Il paesaggio è caratterizzato dalla presenza di cascate, laghetti, sorgenti malghe destinate ai pastori e alpeggi degli animali durante il periodo estivo, dove si sente lo scampanio delle mucche al pascolo.

Quando si raggiunge la meta, l’impegno e la fatica fisica si dimenticano contemplando le alte vette, la vista mozzafiato e l’incantevole paesaggio. Questo luogo può essere definito come un “paradiso” per escursionisti, ciclisti, alpinisti, sciatori e amanti della natura.

Viviana, 4H

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