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MAUS: IL FUMETTO CHE RACCONTA LA SHOAH

20/03/2021

Maus è un graphic novel scritto da Art Spiegelman, in cui l’autore racconta la storia di suo padre Vladek, un ebreo polacco sopravvissuto durante la seconda guerra mondiale al campo di concentramento di Auschwitz.

L’opera viene pubblicata in due momenti diversi: la prima parte, intitolata “Mio padre sanguina storia”, esce per la prima volta nel 1986 ed è composta da sei capitoli, che mostrano il rapido peggioramento delle condizioni a cui erano sottoposti gli ebrei negli anni immediatamente precedenti all’inizio della guerra. La seconda parte, chiamata “E qui sono cominciati i miei guai”, risale al 1991 ed è caratterizzata da cinque capitoli, dove è presente una descrizione accurata della vita dei deportati nei campi di concentramento.

Attraverso il dialogo tra padre e figlio, Vladek ricorda le strazianti vicende riguardanti la guerra e l’olocausto, che hanno segnato la sua vita e l’hanno portato ad assumere un atteggiamento scontroso nei confronti delle persone a lui vicine. Art si propone di ricostruire la storia della sua famiglia in un fumetto, che identifica i diversi popoli attraverso animali specifici. Per esempio, gli ebrei vengono raffigurati come ratti, agli americani si associa la figura del cane, i russi presentano sembianze suine e i tedeschi possiedono il volto di gatti.

Nella parte iniziale dell’opera Vladek racconta della sua relazione con Anja, sua futura sposa e madre di Art, con cui ha trascorso anni felici in Polonia prima che arrivasse la guerra. Nel ’39, in seguito all’invasione della propria patria da parte dei nazisti, è impegnato sul fronte, dove viene catturato e fatto prigioniero dai tedeschi. Una volta libero ritorna a casa, ma si accorge che, con l’introduzione delle prime leggi razziali, la situazione è precipitata. Da questo momento in poi accadranno una serie di eventi terribili, che condurranno Vladek ed Anja nel campo di concentramento di Auschwitz, dove saranno sottoposti a condizioni disumane e degradanti.

Tra le varie vicende inerenti alla Shoah si interpongono scene di vita quotidiana, che mettono in luce il rapporto conflittuale fra padre e figlio e ci consentono di comprendere le conseguenze psicologiche che l’olocausto ha provocato nei prigionieri. Infatti Vladek è un uomo irrequieto, che soffre di manie di persecuzione e vive con la costante paura che i suoi cari possano approfittarsi di lui. I suoi timori si trasformano in comportamenti ossessivi, come ad esempio la tirchieria. Gli atteggiamenti dell’uomo non sono sempre compresi dal figlio, che prova nei suoi confronti un certo astio. Motivo di tale odio può essere anche dovuto al coinvolgimento del padre nel suicidio della madre Anja. Allo stesso tempo Art e Vladek appartengono a due realtà molto differenti tra di loro, che faticano ad entrare in contatto per il senso di inadeguatezza che prova il figlio quando si ritrova a fare i conti con il passato straziante dei suoi genitori. Art, nonostante critichi spesso il padre, si sente in colpa per odiare un uomo che nella sua vita ha patito così tanto. Proprio per questo utilizza il grafic novel come strumento per risolvere il suo rapporto con lui e analizzarne i comportamenti.

Maus è un fumetto coinvolgente, che riesce a rappresentare una vicenda toccante anche attraverso le immagini. E’ un racconto difficile da digerire, poiché presenta un linguaggio crudo, che ricorda molto bene l’orrore dell’olocausto. Più volte infatti può capitare che il lettore si fermi a riflettere e non riesca a proseguire oltre per le atrocità narrate. Non è un’impresa semplice racchiudere una storia così complessa e profonda nelle vignette di un fumetto, dando il giusto peso alle parole pronunciate e rappresentando in maniera accurata le emozioni vissute. Art Spiegelman ha realizzato un vero e proprio capolavoro, capace di tenere incollato il proprio pubblico e di rendere giustizia ad un argomento di così grande rilevanza.

Arianna, 4I

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