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Mirò: sogno e colore

In uno di quei pomeriggi nuvolosi che in questo periodo abbiamo la fortuna di non vedere molto spesso, la cosa migliore che potete fare è perdervi tra le pennellate delle 130 opere di Mirò installate a Palazzo Chiablese per la mostra “Mirò! Sogno e colore”. Basta superare di pochi passi l’ingresso principale per essere sopraffatti dai colori e dalle rappresentazioni del surrealista di origini catalane.Passeggiando tra le tele si notano figure ricorrenti, come quella della donna, simbolo di forza e di vita, e quella dell’uccello, simbolo di libertà. A colpire sono soprattutto i colori, come il blu, che per Mirò più che rappresentare il cielo e il mare, è immagine dei sogni. Le sue tele vogliono mostrare all’osservatore la realtà dal punto di vista dell’artista, semplificata ai minimi termini e resa con l’utilizzo delle più disparate tecniche pittoriche. Servendosi di tavole di compensato, tele, materiali di riciclo, ideogrammi appresi da calligrafi giapponesi e quadri dipinti con le mani, che spesso lasciavano traccia nelle sue opere, Mirò riesce a dare forme poetiche  e regolate dalla sola immaginazione a ciò che dipinge. La mostra è ricca e ben curata e, tramite video, informazioni sulla vita e citazioni, aiuta i visitatori a orientarsi tra le opere del celebre artista e a dipingere un’immagine dello stesso molto vicina a un eterno bambino sognatore che non perde mai la meraviglia per ciò che lo circonda, a partire dalla natura.  Molto bella è la riproduzione dell’atelier che ha sede a Minorca in cui l’autore ha prodotto tutte le opere esposte e anche l’ultima sala, in cui ci si può sdraiare per osservare una successione delle tele di Mirò accompagnata dalla musica.

Anna 5M

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