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I MISERABILI

Martedì 22 gennaio al Teatro Carignano di Torino, alle ore 19.30, ha debuttato “I Miserabili”  (Les Misérables) di Victor Hugo, nell’adattamento teatrale di Luca Doninelli, con la regia di Franco Però.

Lo spettacolo, durato 2 ore e 40 minuti, è stato interpretato da Alessandro Albertin, Silvia Altrui, Filippo Borghi, Romina Colbasso, Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Andrea Germani, Riccardo Maranzana, Francesco Migliaccio, Jacopo Morra, Maria Grazia Plos, Valentina Violo.

Nel ruolo del protagonista, Jean Valjean, è l’attore Franco Branciaroli, il quale definisce il suo personaggio come «uno strano santo, una figura angelico-faustiana. Il ritratto di un’umanità che forse deve ancora venire».

Le scene sono di Domenico Franchi, i costumi di Andrea Viotti, le luci di Cesare Agoni e le musiche di Antonio Di Pofi.
Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, dal CTB Centro Teatrale Bresciano e dal Teatro degli Incamminati, è rimasto in scena al Carignano fino a domenica 27 gennaio.

Il romanzo, best-seller dal 1862,  è considerato patrimonio dell’umanità. Il testo (di 1500 pagine, scritto nel corso di dodici anni) è un romanzo storico considerato uno dei più eccelsi romanzi del XIX secolo europeo, fra i più popolari e letti dell’epoca. Esso è costituito da 5 volumi ed è ambientato in un arco temporale che va dal 1815 al 1832, con digressioni sulle vicende della Rivoluzione francese, sulle guerre napoleoniche (in particolare la battaglia di Waterloo) fino alla Monarchia di luglio.

«Un fiume in piena di cui noi restituiremo un’onda o poco più» afferma Franco Però, regista dello spettacolo.

Nell’opera Franco Branciaroli rivive la storia del generoso galeotto Jean Valjean (simbolo del riscatto dei reietti), ma anche del suo persecutore, l’ispettore Javert, e di Fantine con sua figlia Cosette, di Marius, Gavroche, Eponine, del perfido Thénardier e dei tanti personaggi che compongono la sterminata sinfonia umana di Hugo.

Portato in tv per la prima volta nel ’64 dallo sceneggiato Rai con la regia di Sandro Bolchi, I Miserabili è un racconto che tocca temi universali come la dignità, il dolore, la misericordia, la giustizia, il male, la redenzione. Con la strenua lotta per la sopravvivenza «dell’uomo che vive nei sotterranei più impenetrabili della società e non è quasi più un uomo», il romanzo parla anche all’epoca presente. La riscrittura di Doninelli è dunque anche occasione di analisi e critica della società contemporanea,  in cui i poveri, gli ultimi, i miserabili, come Valjean, sono dimenticati: “non hanno niente e non possono contare sul futuro”.

Davide, 3M

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