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“Cinquanta sfumature di grigio”: non è finita

Un gruppetto di ragazzine agitate ed emozionate si avvicina all’entrata del cinema, impazionte di cominciare a vedere la proiezione. Cosa saranno mai andate a vedere? Ovviamente “Cinquanta sfumature di grigio”, il film cult del momento. I dati sono incredibili: 530 milioni di dollari incassati, quasi 19 milioni di euro solo in Italia.

Ma cosa rende questo film tanto speciale? La trama di fondo è sostanzialmente banale: la classica ragazza impacciata e ingenua che trova il grande amore in un uomo affascinante, facoltoso e intraprendente. Il classico “bello e dannato” che fa innamorare la Cenerentola del terzo millennio.

L’intera storia è però riletta in una visione più carnale e, secondo l’opinione di molti, “malata” dell’amore. Infatti Anastasia, la protagonista, si innamora di un tale Christian Grey, uomo attraente, che però ha nel suo animo, a detta di lui stesso, “Cinquanta sfumature di perversione”. Tutte le vicende del film dunque, si articoleranno attorno al sadismo di Christian, e quindi ad un rapporto amoroso “particolare” tra lui e Anastasia.

Tuttavia la trama, che già da sé lascia a desiderare, è sostanzialmente quella del libro, nonostante ampi tagli.

Dal punto di vista cinematografico “Cinquanta sfumature di grigio” poteva essere realizzato decisamente meglio: la recitazione, seppure non sia da biasimare, non è per nulla impeccabile, ma soprattutto le musiche sono state abbinate alle scene secondo un criterio a molti ignoto. Con un budget di 40 milioni di dollari forniti dalla Universal ci si aspettava un capolavoro, ma ne è uscito un prodotto mediocre.

Altra nota dolente sono stati i tagli dovuti all’adattamento cinematografico del romanzo: per rendere accessibile la visione al maggior numero di persone, e quindi incassare di più, il regista ha scelto di togliere la maggior parte delle scene con contenuto sessuale, rendendo il tutto irrimediabilmente noioso per i poveri fidanzati delle ragazze sedute in sala.

Ma allora a cosa è dovuto l’incredibile successo?

Partendo dal presupposto che le categorie di spettatori in questo caso sono due, le adolescenti e le donne oltre la quarantina, la risposta è semplice.

Ogni fanciulla, oltre ad immedesimarsi nella goffa Anastasia, sogna di incontrare il suo Christian Grey che la riempia di regali, la faccia sentire importante e le faccia fare un romantico volo sopra la città con il suo elicottero privato. Questa categoria vede quindi proiettati sullo schermo i suoi desideri più intrinsechi.

Il motivo che spinge la donna matura a spendere 10 euro per vedere la proiezione è più carnale e meno romantico: vedendo nel signor Grey quell’uomo forte e spregiudicato, spera che il suo partner riesca a farla sentire come una ventenne, soprattutto tra le lenzuola.

Tirando le somme il successo dell’adattamento cinematografico del romanzo è immeritato: di certo non è stato sottolineato l’aspetto psicologico dei personaggi, fondamentale per capire il susseguirsi delle scene. Avrà pure sbancato il botteghino, realizzando incassi da record (film più visto in Italia nel 2015), ma non è stato visto di buon occhio dalla critica, che di cinema se ne intende.

Il peggio è che ci sarà anche il sequel “Cinquanta sfumature di nero” e il finale “Cinquanta sfumature di rosso”; quindi state tutti all’erta: non è ancora finita.

Carlo Patrone

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