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L’Italia contro la mafia

Il 21 marzo a Bologna si è tenuta la manifestazione di Libera, la più grande associazione per la lotta antimafia in Italia, fondata nel 1995 da Don Ciotti.

Una fiumana di persone ha sfilato per le strade della città e fra sorrisi, canti e cori si è voluto, per un giorno, trasmettere un senso di solidarietà verso le famiglie vittime della mafia.

Ma quest’anno, in occasione del ventennale di Libera come ha ribadito Don Ciotti, non si è voluto dire “No!” solo alla mafia, ma anche alla corruzione che affligge da anni il “Bel Paese”.

Il corteo ha avuto termine in Piazza VIII Agosto, dove è iniziata la lettura dei nomi delle vittime; un silenzio surreale circonda la piazza mentre migliaia di giovani e anziani, di qualsiasi etnia e religione, da tutta Italia, ascoltano la lunga lista. Conclude la manifestazione Margherita Asta, donna che ha perso la madre e i fratelli nella strage di Pizzolungo, dicendo “Questa piazza chiede un salto di qualità alla politica. Ogni giorno sia il 21 Marzo”.

Successivamente si sono svolti laboratori, seminari e proiezioni cinematografiche tenuti da associazioni esterne come Pereira ed Emergency.

Questa giornata ha fatto capire che le persone sono disposte a lottare, che l’Italia non sta ferma a guardare e che l’impegno civile sovrasterà sempre il potere delle organizzazioni criminali.

Giorgio Ruscone 3M

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Che si stia perdendo l'uso dei dialetti può essere una delle solite “chiacchiere da bar” per quanto riguarda il resto d'Italia, ma è sicuramente vero nel caso della “lenga piemuntèisa” o “lingua piemontese”: considerato che solo mezzo milione circa, di oltre 4 milioni di abitanti del Piemonte, è in grado di esprimersi in questa antica parlata, essa è stata inserita dall'UNESCO nell'Atlante delle lingue del mondo in pericolo.

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