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SCANDALI HOLLYWOOD

Agli abusi si può reagire. Chiunque sia a commetterli.

Oliver Stone, Kevin Spacey, Roger Ailes, Carl Sargeant, Bill Cosby e Harvey Weinstein. Questi sono solo alcuni dei grandi nomi del cinema, della TV e della politica che in questi giorni sono stati travolti da accuse di molestie sessuali.
Accuse sporte da gente comune, uomini e donne qualsiasi che volevano solo trovare un’opportunità in questo mondo, ma hanno avuto la sfortuna di incappare in dei mostri, in quei mostri. Questa volta infatti gli stupratori sono proprio “quel Harvey Weinstein” e “quel Kevin Spacey”, facce famose e conosciute da tutti.
Facce dietro le quali per anni si sono nascosti uomini terribili e senza scrupoli, uomini vili che hanno usato il loro potere e la loro fama per stuprare decine di uomini e di donne.
D’altronde cosa ci si può aspettare da una società in cui il presidente di uno degli stati più grandi e potenti del mondo, mentre afferma di aver afferrato una donna dalle parti intime, sostiene «quando sei famoso te lo lasciano fare».
Eppure, nonostante famosi e potenti si nascondano dietro fama e potere per prevaricare i deboli, per una volta quei deboli si sono ribellati.
Dopo la prima falla creatasi con il caso Cosby, la grande nave dell’omertà è affondata e i fatti scandalosi e vergognosi che trasportava sono venuti a galla, uno dopo l’altro, e chissà quanti ancora ne verranno, e di quanti invece non verremo mai a sapere nulla.
Giornali e TV stanno affrontando la vicenda da un punto di vista scandalistico sottolineando l’abuso di fama e potere. Non si può negare che il loro scopo sia nobile, ma la vicenda si può guardare anche da un’altra prospettiva, sicuramente più confortante: se da un lato i potenti si fan gioco dei deboli, dall’altro questa volta i deboli hanno reagito e le tessere di un immenso domino hanno iniziate a cadere.
Se è successo oggi potrà accadere domani e, se accadrà domani, finalmente la verità avrà vinto sulla paura e nessun potente potrà più dire, come quel presidente afferma, che gliel’hanno lasciato fare.

Andrea 3Q

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