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PORTICI DI CARTA: VITA, SUONI, COLORI DEI LIBRI

Sabato 7 e domenica 8 ottobre, a Torino, si è svolta “Portici di carta”, l’ormai più che decennale esposizione di librai ed editori piemontesi (da Bollati Boringhieri, che ha festeggiato i 60 anni, a Minibombo, un editore giovane per lettori giovani). Questa edizione è stata dedicata a Paolo Villaggio, conosciuto da tutti come il ragionier Fantozzi.
Una passeggiata sotto i portici di via Roma, piazza San Carlo e piazza Carlo Felice, prolungata quest’anno anche in via Nizza e via Sacchi.
I passanti hanno potuto incontrare Sergio Staino, il premio Nobel Erri De Luca e il premio Campiello Donatella Di Pietrantonio, e hanno potuto godersi lo spettacolo di Gabriella Greison dedicato a Marie Curie e Hedy Lamarr.
Siamo passati vicino a più di 100 bancarelle, una più bella dell’altra, suddivise in settori a seconda delle proposte: voci di donne, bambini e ragazzi, lingue, storia locale, antiquariato, culture orientali, gialli, letterature, narrativa e molte altre.
Uno dei libri più venduti è stato quello della già nominata Donatella Di Pietrantonio, “L’Arminuta”, che ha come protagonista una ragazzina costretta a lasciare quelli che aveva creduto genitori e a ritornare alla famiglia d’origine.
Nel settore Voci di donne, Il Racconto dell’ancella di Margaret Atwood, Gli anni di Annie Ernaux e le opere di Jane Austen, Virginia Woolf e Hannah Arendt. Piazza Carlo Felice, accanto alla zona gialli con Pulvis et Umbra, di Antonio Manzini, ha ospitato l’incontro tra cultura italiana e orientale: autori nazionali e giapponesi, le arti come judo, le storie delle geishe e le tradizioni culinarie. La piazza invasa dal verde ha anche ospitato stand che offrivano le nostre specialità (tartufi, zucche, cioccolato, ecc.), unendo la cultura letteraria a quella enogastronomica.
Il parco era circondato da bancarelle appartenenti all’area tematica dell’antiquariato dove si trovavano vinili, stampe, fotografie e fumetti come gli immortali DylanDog e Topolino, capaci di attrarre anche coloro che non amano particolarmente la lettura, o Kobane di Zerocalcare, più recente.
Presenti anche i banchi dedicati alla storia locale, con testi riguardanti i borghi storici di Torino (Cit Turin, Pozzo Strada, Crocetta, Porta Palazzo e Mirafiori), e ai testi in lingua, con Ken Follet e la saga di Harry Potter.
In piazza San Carlo, una moltitudine di bambini abbracciava Paperino o dipingeva un grande striscione steso a terra o si dedicava alla creazione di pop-up con Cartefacce, un laboratorio. In uno stand abbiamo incontrato altre ragazze del Cattaneo che leggevano fiabe ai bimbi. Francesca e Gaia hanno vissuto l’esperienza di Portici di Carta dall’interno. “Ci ha colpite il modo in cui i bambini di oggi hanno reagito positivamente alla lettura ad alta voce, nonostante siano sempre circondati dalla tecnologia. Alcuni di loro sono rimasti talmente affascinatiche si sono attaccati alle nostre gambe pur di ascoltare un’altra storia prima di andarsene”. Rivelano inoltre che leggere ai bambini richiede non solo passione ma anche una certa preparazione, per riuscire a regolare il tono della voce, le pause, il ritmo, il coinvolgimento. Per contro, regala emozioni uniche: perché i bambini ascoltano rapiti e poi guardano seri seri chi legge, perché i loro sorrisi sono contagiosi. Insomma ci si sente utili e si rivive il piacere di un’esperienza non troppo lontana.
L’oratorio di san Filippo ha organizzato attività spaziando da letture con sottofondo musicale a incontri con gli autori, come l’atteso Erri De Luca. Quest’ultimo ha presentato il suo nuovo libro “Diavoli custodi” scritto in collaborazione con Alessandro Mendini, artista autore delle illustrazioni.
L’undicesima edizione di Portici di Carta è stata quindi un’esperienza da ripetere, coinvolgente, anche per chi si è ritrovato casualmente a passeggiare sotto i portici di Torino.

Laura e Giulia 1°A
Gaia 3°G
Francesca 3°Q

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