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Maraviglioso Boccaccio

Una Firenze martoriata dalla peste, in cui qualsiasi legame umano è sgretolato dalla violenza del morbo: così il film “Maraviglioso Boccaccio”, regia dei fratelli Taviani, ha accolto alcune classi del Liceo cattaneo al Cinema Romano di Torino.

I registi si sono serviti di un cast d’attori noti del cinema italiano: nei titoli di testa si possono notare subito nomi come Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Lello Arena e Paola Cortellesi.

Il film, pur essendo liberamente ispirato alla famosa opera dello scrittore fiorentino, ne segue la cornice della narrazione: per sfuggire alla peste che colpì Firenze nel 1348, dieci giovani si trasferiscono nel contado e per dieci giorni ognuno di loro racconta una novella, per un totale di cento storie.

I fratelli Taviani ne hanno scelte solo cinque, almeno una delle quali poco conosciuta, che ovviamente hanno subito leggere modifiche, ma mantenendo intatte le tematiche di fondo che, ad una prima visione, non sembrano correlate tra loro; l’impressione che ha lo spettatore è che siano stati scelti “a caso”, senza seguire un filo logico.

È necessario tuttavia scagliare una freccia a favore dei due registi: a differenza delle precedenti rese cinematografiche del Decameron, questa dà importanza alla cornice (sono dedicate diverse sequenze alla peste e alla situazione di Firenze), fondamentale per comprendere la finalità dell’opera.

Dal punto di vista prettamente tecnico il film presenta qualche imperfezione. La recitazione talvolta lascia perplessi (alcuni attori mancano di espressività), nonostante il cast d’eccezione. Il montaggio ci regala in qualche occasione escamotage registiche originali, ma per il resto non stupisce.

Un discorso a parte meritano le riprese: esse sono lente, le inquadrature spesso si soffermano per parecchi secondi sui visi degli attori, per esaltare le emozioni che provano i personaggi. Il risultato può essere noioso per molti, ma chi conosce i fratelli Taviani sa che è nel loro stile. Di certo si poteva fare a meno di riprendere per trenta secondi il viso di Scamarcio, la cui recitazione è stata pressoché priva di espressività.

“Maraviglioso Boccaccio” è un film che probabilmente non rimarrà nella storia del cinema; realizzato non al meglio, è comunque degno di essere visto per l’originalità della trasposizione cinematografica dell’opera.

Carlo Pratone

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