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L’altra “sporca” ultima meta

Può sembrare uno sport come gli altri, quando ti trovi lì davanti. Un rettangolo verde, strisce bianche che si incrociano e due porte. Poco importa se sono più alte del solito e sono a forma di “H”: non provi nulla di speciale davanti ad un campo di rugby.
Guardi meglio. I tuoi occhi incontrano una palla, ma è diversa dalle solite. “è ovale – pensi – chi diavolo potrebbe mai divertirsi con una palla ovale?”
Lasci perdere. è troppo diverso dal calcio, per conquistare la tua attenzione e il tuo interesse. Poi ti volti, e li vedi. Vedi una squadra. Non è la triste maglietta gialla, garante della povertà della Scuola Pubblica Italiana, a rendere i tuoi compagni una squadra: è la voglia di quei ragazzi, l’espressione nei loro volti; sono i sorrisi di un gruppo di ragazzi accomunati da una passione sincera, entusiasti di essere lì per viverla almeno
nell’arco di una mattinata.
Lungo il riscaldamento che precede la partita, noti come quella strana palla possa essere gestita e passata senza troppi patemi, a differenza di ciò che avevi inizialmente pensato.
I volti degli organizzatori sono distesi, allegri: il 7 Maggio, alle ore 10:00, tutti sembrano lì solo ed esclusivamente per divertirsi. La vittoria del torneo e la supremazia cittadina passano in secondo piano, di fronte ai principi che questo sport è in grado di dimostrare propri, a differenza di altri. Rispetto, Divertimento, Onore: è questo che si respira su un campo da rugby, ed inizia a stuzzicarti.
“Avogadro, Cattaneo, Spinelli” è il sorteggio maschile. Pochi minuti dopo, arriva anche quella femminile: “Cattaneo, Monti, Spinelli”. i ragazzi si fissano, l’espressione non è cambiata. Non è importante che le allieve campionesse nazionali, gran vanto del nostro liceo, non gareggino per la vittoria (in quanto superano in parte i limiti di età consentiti), ma solo per l’onore. Perché su questo campo l’importante è davvero partecipare.
Le ragazze superano lo spinelli con un agile 40-0 (risultati complessivo solo delle mete, i calci non sono stati effettuati prima delle finali) e il Monti con un 15-5, un match discusso non per l’esito in campo ma per gli screzi al di fuori. Un’avversaria non apparteneva all’istituto Monti, e ciò è stato fatto notare da una nostra compagna. Di fronte all’accusa, il coach del Monti ha protestato e dichiarato che tutto era nella norma. In seguito si è poi venuto a sapere che le accuse erano fondate, e il premio di campionesse è stato revocato. Una pagina troppo “sporca”, per essere stata scritta nel capitolo del rugby, ma ci ricorda che anche negli sport più nobili possiamo trovare personaggi e comportamenti fuori luogo.
Mentre le ragazze vengono insultate dai presunti “educatori” del Monti, la palla passa in mano ai nostri ragazzi, che battono l’Avogadro per 30-10 e lo Spinelli per 15-10 con un ottimo gioco di squadra e un sano spirito di competizione. La sconfitta in semifinale contro il Segrè per 0-10 non sfascia gli equilibri della squadra che ottiene il terzo posto in una sfida entusiasmante contro i già battuti avversari dello Spinelli, finita 29-24.
Avanzamento, sostegno, continuità, meta. Sono i principi fondamentali del rugby, e dovrebbero essere anche quelli della nostra vita. Così come l’aria serena, soddisfatta, dei tuoi compagni vorresti fosse la tua. Si sono divertiti, hanno onorato i valori di uno sport nel rispetto reciproco e nelle regole imposte, hanno trovato una passione che li ha aiutati a crescere e lo farà ancora.
Quello che si respira su un campo da rugby ti ha conquistato. Quel campo inizia a farti provare emozioni forti, perché sai cosa capita, quando ci sono 14 ragazzi sopra che si contendono la palla. Quella palla, ovale.
“La vita è come quella palla, amico. Non puoi mai sapere quale sarà il suo prossimo rimbalzo”. Seri immerso nei tuoi pensieri, distratto, e non sai chi ti abbia detto quella frase. Sai solamente che quel dubbio che è nato appena hai visto i tuoi compagni non è più tale. Perché la vita sarà anche dura ed imprevedibile come la conquista di una palla da rugby, ma la soddisfazione di fare meta non è paragonabile a nessun’altra.
Nella vita come nel rugby.
P.s. E i nostri juniores? I tagli ministeriali non aiutano, ma i professori e gli organizzatori ce la metteranno tutta per coronare un anno di allenamenti con un torneo anche per loro.

Allieve Femminili
(C) Rebecca Pantaleoni
Giorgia Balbo
Erika Bosco
Erica Chindamo
Sara Maniscalco
Denisa Moldovan
Eugenia Musteata
Miriam Roccazzella

Allievi Maschili
(C) Edoardo Nicocia
Federico Caggiano
Matteo Caravario
Federico Coppola
Lorenzo Gallo
Stefano Lisa
Francesco Mancuso
Francesco Riolo

Andrea Joly

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