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LA RIVOLUZIONE PARTE DA SANREMO!

18/03/2021

Nel corso degli anni Sanremo si era fatto conoscere per i suoi concorrenti talentuosi, che avevano fatto la storia della musica italiana. Indubbiamente la loro presenza aveva contribuito ad aumentare la qualità dello spettacolo, ma si era constatato che riscuotevano un certo successo solo tra un pubblico prevalentemente adulto. Da qualche tempo il programma cerca di coinvolgere anche i telespettatori più giovani, proponendo loro artisti innovativi e molto spesso anticonformisti. Il primo ad attuare un progetto di rinnovamento del cast sanremese è stato Claudio Baglioni, che nell’edizione 2019 ha presentato cantanti come Mahmood e Achille Lauro.

Mai ci saremmo aspettati che un personaggio dallo stile provocatorio e sovversivo come A. Lauro potesse calcare il palco dell’Ariston e ottenere così tanto successo. Le sue performance e il suo bacio con il chitarrista Boss Doms hanno fatto molto discutere e sono stati dei veri e propri segnali di emancipazione. In quel periodo era stato al centro di numerose polemiche e molti avevano cercato di affossare la sua immagine, rivolgendogli accuse assolutamente infondate. Se una personalità eccentrica e fuori dagli schemi come quella di Achille Lauro era stata oggetto di così tante critiche nell’edizione di Baglioni, dopo due anni le cose sono nettamente cambiate.

Oggi si fa a gara a chi sfoggia il look più stravagante e presenta uno stile anticonformista, caratterizzato anche dall’utilizzo di trucco e smalto da parte degli artisti di sesso maschile. Damiano dei Maneskin con il rossetto nero, il mascara e il suo outfit total black dai richiami spagnoleggianti ha fatto impazzire i suoi fan, che l’hanno definito elegante e sensuale. Anche Madame ha spiazzato tutti quando si è presentata con un lungo abito trasparente di tulle grigio, decorato con delle paillettes che andavano a delineare un seno femminile. La ragazza ha spiegato che il suo vestito aveva una forte valenza simbolica, in quanto rappresentava il corpo di una madre, poiché l’artista si definiva la genitrice della sua voce. Un’altra tradizione che è stata stravolta riguarda la consegna dei fiori a fine esibizione. Amadeus infatti, contrariamente alla consuetudine, dopo ogni performance ha omaggiato anche gli uomini con un mazzo di fiori, per dimostrare la parità di genere.

Sanremo è il riflesso di una società dinamica, in continua evoluzione, che tenta di adottare un pensiero più aperto rispetto alle minoranze e ne valorizza l’unicità. L’edizione di quest’anno è stata l’emblema della diversità, in quanto ha ospitato sul palco cantanti che rappresentavano stili molto differenti tra di loro: si andava dall’indie dei Coma Cose, al rap di Madame, per poi passare al pop di Ermal Meta . Questa novità ha permesso ai telespettatori di avere una visione della musica a 360 gradi e di far conoscere a un pubblico più ampio alcune promesse del panorama musicale italiano. Una delle rivelazioni è stata certamente la band dei Maneskin, che è riuscita a portare la propria attitudine rock all’interno del programma, affascinando milioni di persone. I membri del gruppo hanno dimostrato di possedere grande carisma e presenza scenica, tanto che le loro esibizioni erano tra le più apprezzate. La vittoria dei Maneskin, totalmente inaspettata, può essere considerata un passo in avanti verso la libertà di espressione, poiché la stessa band ha presentato sul palco dell’Ariston un vero e proprio inno alla diversità.

Arianna, 4I

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