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IN MEDIO STAT VIRTUS: CONFRONTO E ANALISI DI SUE SISTEMI SCOLASTICI

Giocatori di football americano e cheerleaders, il prom e gli armadietti, feste tutte le sere e classi di cucina o falegnameria, ma cos’è veramente la scuola in Nord America?

Chiunque si stupirebbe di scoprire quanti di questi stereotipi americani siano effettivamente veri in Canada e quanti pura invenzione di Hollywood.

I giocatori di football sono effettivamente ovunque, saltano le lezioni e, invece di studiare, si allenano, perché sanno che una borsa di studio significa accesso sicuro e gratuito ad una prestigiosa  e costosissima università. Chi invece non è un talento sportivo sa che per accedere a quella stessa università dovrà scegliere le materie giuste e rimboccarsi le maniche. Nella scuola canadese, infatti, a differenza di quella italiana, non esistono indirizzi; gli studenti hanno un’ampia gamma di materie tra cui scegliere. Per i primi anni di “high school”, corrispondenti a terza media e biennio italiani, alcune materie sono obbligatorie. Negli ultimi anni invece viene data l’opportunità di approfondire ciò che ognuno pensa sia la propria strada. Questa rappresenta sicuramente la più grande differenza tra sistemi scolastico canadese e italiano. Si può discutere sul fatto che la libertà, lasciata ai canadesi, rischi di creare lacune su ambiti come la storia o la geografia, formando giovani americani che non sanno quando l’America è stata scoperta. Anche il sistema italiano ha però i suoi difetti: preclude a un liceale di studiare sistemi e a un perito tecnico filosofia. Perché viene presupposto che ad un meccanico non possano interessare Socrate o Platone?

Un ‘altra grande differenza tra i due sistemi scolastici sta nell’approccio all’insegnamento: in Canada l’idea di compiti o studio a casa non esiste. Lezioni più lunghe permettono al docente di verificare spesso gli argomenti studiati e agli studenti di consolidarli a scuola. Tuttavia, dedicando così tanto tempo ad ogni singolo argomento, non si può fare altro che tagliare sul programma. Il risultato sono studenti con meno conoscenze ma perfettamente consolidate. È proprio l’insegnamento ad essere improntato diversamente: la scuola italiana cerca di trasmettere allo studente un’esagerata quantità di sapere, mentre quella canadese prende in considerazione un programma fin troppo ridotto focalizzandosi però ad imprimerlo al 100%.

I due sistemi scolastici differiscono anche in quanto a valutazioni: in Italia i professori non hanno modo di differenziare il valore delle prove scritte da quelle orali e sono quindi giunti ad osservare la legge non scritta che prevede una soglia massima dell’otto negli orali. Conseguenza diretta di questa pratica è l’impossibilità di raggiungere il dieci come media finale. Ciò non avviene in Canada, dove prove diverse vengono considerate con impatti sulla media differenti.

Non si può dire quale sistema sia il migliore ma, sicuramente, quello utopico si trova nel mezzo.

Ne è prova il fatto che ad un canadese probabilmente bisognerebbe spiegare cosa vuol dire “utopico”, mentre un italiano, crescendo in una scuola che considera a malapena il mondo reale e la praticità delle conoscenze, la definizione la conosce fin troppo bene.

Andrea e Flavia 4Q

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