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Gli anarchici a Torino: sull’onda della rivoluzione

Gravi sono stati i danni provocati dalla manifestazione anarchica avvenuta a Torino il 30 marzo 2019. La città è stata messa completamente a soqquadro: vandalizzati cassonetti e pullman, rotte le vetrine al piano terra di alcuni edifici, distrutte le auto.

I cortei sono partiti da cinque punti diversi della città e si sono ritrovati tutti verso le 15 in piazza Carlo Felice.
Per un giorno, Torino è diventata irriconoscibile con via Po, via Accademia Albertina, corso Giulio Cesare, corso Vittorio, corso Cairoli chiusi per sicurezza. Chiusa, dalle 15 alle 17, anche la metropolitana di Porta Nuova. Inoltre, gli accessi ai ponti erano sbarrati e i mezzi pubblici deviati.
La polizia è dovuta ricorrere per diverse ore a severe misure contenitive, ma nonostante ciò, a causa del carattere violento della manifestazione, si sono registrati in totale cinque feriti non in pericolo di vita. Tra le centinaia di manifestanti, dodici sono stati arrestati e nove sono stati denunciati per detenzione di armi e materiale esplosivo.

Tra la folla, erano distinguibili striscioni quali “Tout les monde deteste la police”, ovvero “Tutti odiano la polizia”, “Chi lotta non è mai solo – tutti liberi e tutte libere”, “Sole e Baleno vivono nelle lotte” a “Dall’asilo alle università contro i padroni della città”.
Alla protesta ha partecipato anche Lavinia Cassaro, la maestra che lo scorso anno venne licenziata dopo era stata ripresa mentre insultava le forze dell’ordine durante una manifestazione antifascista.

Gli anarchici provenivano da tutta la nazione, oltre che dalla Francia e dalla Croazia. La maggior parte di loro avevano un obiettivo chiaro: protestare contro la chiusura del loro centro sociale occupato da ventiquattro anni.

Ma che cos’è, esattamente, il movimento anarchico?
Spesso il termine viene utilizzato impropriamente, per riferirsi ad un semplice disordine sociale in seguito, molto spesso, a una debolezza delle autorità. Questo ha contribuito a diffondere un’opinione dell’anarchismo fondata su pregiudizi sbagliati.
La parola stessa con cui questa dottrina viene chiamata si è diffusa grazie agli scritti dell’economista e sociologo francese Pierre-Joseph Proudhon nella prima metà del XIX secolo.I concetti su cui questa filosofia si basa sono rintracciabili nel pensiero di autori diversi, come l’umanista e politico Thomas More, gli illuministi, tra cui Condillac, il Marchese de Sade e in parte Rousseau e Diderot,lo scrittore e filosofo William Godwin e il grande rivoluzionario e pensatore russo Michail Bakunin.
Benché vi sia un altissimo numero di correnti di pensiero all’interno di questa ideologia, l’idea che accomuna tutti i sostenitori è quella di una completa assenza di forme di governo: l’obiettivo è quello di costruire una società senza gerarchie, in cui la proprietà privata viene abolita.
L’anarchismo, come già detto, non può essere identificato come un unico movimento. Al suo interno, infatti, vi sono varie correnti che sono in disaccordo su argomenti diversi, come il modo per realizzare la società da loro anelata.
Inoltre, all’anarchia sono spesso collegate altre ideologie: dalla non-violenza al pacifismo (che si basano su principi simili: la prima ripudia la violenza e la seconda la guerra), fino all’insurrezionalismo rivoluzionario, che invece appoggia la protesta violenta come metodo per esprimere il malcontento.

I principi di quest’ideologia, però, non sono stati rappresentati correttamente dai manifestanti. Essi, infatti, hanno dato vita a esternazioni  di violenza che nulla hanno a che fare con l’esercizio della democrazia, come dichiara lo sconcertato sindaco Chiara Appendino.

 Luca 3S

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