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Due studenti compiono la truffa informaitca del secolo

Due studenti compiono la truffa informatica del secolo

 

Quando pensiamo alle truffe ci vengono in mente le rapine in banca, commesse da loschi individui con un passamontagna e una pistola, abili nel congegnare i loro colpi e amanti del rischio. Non sempre, però, come ci insegnano vicende come questa, i ladri hanno tale aspetto.

La nuova era digitale ha fatto spazio ad un nuovo tipo di criminali, che prima non sarebbero mai potuti diventare tali.  La tecnologia, infatti, ha permesso a qualsiasi persona che abbia delle buone conoscenze informatiche di compiere delle truffe colossali.
È proprio quanto accaduto nella vicenda che ha avuto una grande ego mediatica e ha visto come protagonisti i due studenti cinesi dell’Università dell’Oregon Quan Jiang e Yangyang Zhou. Questi, tra l’aprile 2018 e il marzo 2019, hanno commesso truffe ai danni dell’azienda informatica statunitense Apple, riuscendo a guadagnare centinaia di migliaia di dollari alle spalle del colosso di Cupertino.

Ma come riuscivano questi due ragazzi a compiere un’impresa che da molti verrebbe definita la truffa del secolo?
Molto semplice. Innanzitutto, con le loro conoscenze informatiche i due giovani erano in grado di costruire dei falsi modelli di iPhone, non funzionanti, ma con un aspetto identico a quelli originali. Dopo aver fabbricato questi finti cellulari, li spedivano alla ditta produttrice fingendo di essere loro clienti, e le chiedevano di sostituire il loro telefono lamentandosi di aver acquistato prodotti con una batteria difettosa. Il colpo di genio nella truffa dei ragazzi stava proprio qui: dicendo che era la batteria a non funzionare, i falsi iPhone non potevano venire accesi, non permettendo ai tecnici di constatare come in realtà non fossero autentici.
Ai due giovani, così, venivano consegnati dalla Apple dei cellulari ufficiali (con annesse le scuse per il mancato funzionamento dei loro prodotti) che erano pronti per essere rivenduti.

Quest’abile coppia di studenti, durante gli ultimi undici mesi, è riuscita a fabbricare e consegnare all’azienda di Cook un totale di 3069 modelli contraffatti, 1493 dei quali sono stati sostituiti con telefoni veri. Il danno complessivo arrecato alla ditta californiana è di 895.800 dollari.
Complice della truffa è anche la madre di Jiang, che si occupava dell’esportazione dei falsi in Cina, consegnandoli a un quarto truffatore che li rivendeva. Compito della madre era anche quello di versare i proventi del figlio sul suo conto in banca segreto.

Come affermato dall’agente per la sicurezza nazionale Thomas Duffy, quattro impostori sono stati fermati dopo che la polizia di frontiera statunitense aveva trovato novantacinque falsi provenienti da Hong Kong, scoprendo che erano diretti a casa di Jiang. Indagini successive hanno permesso di trovare in casa dello studente più di trecento iPhone contraffatti, con annessi documenti incriminanti.
Dopo l’accaduto, entrambe le parti hanno cercato di giustificarsi: da un lato, Apple ha affermato che i suoi meccanismi di sicurezza fanno in modo che i prodotti falsi vengano solitamente rispediti al mittente, mentre Jiang ha sostenuto di non aver ricevuto alcun telefono autentico dall’azienda informatica, precisando che quest’ultima non lo aveva mai avvertito che stava compiendo atti illegali.

Alla fine, non è andata bene ai giovani: Jiang è stato accusato di traffico di merci contraffatte e frode telematica; Zhou, invece, è indagato per aver fornito informazioni false sui documenti di esportazione.

Luca 3S

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