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Don Ciotti, un’altra strada

Il 7 ottobre, Don Luigi Ciotti, personaggio controverso, fondatore di Libera e attivo nel sociale da praticamente tutta la vita, è stato ospite nella parrocchia Santa Maria Goretti di via Sostegno 50, per quella che non è stata una semplice intervista, ma un vero e proprio dialogo. Dalle ore 21, sotto il tendone allestito nell’oratorio per la Festa Patronale, hanno cominciato ad arrivare in parecchi, ovviamente insieme all’ospite d’onore il quale era accompagnato da una scorta di soli due poliziotti fidati, a differenza di altri che, nelle stesse condizioni, ne han portati fin troppi. Dopo un breve discorso del prete padrone di casa, Don Ciotti si è accomodato sul piccolo palco assieme agli emozionati rappresentanti di animatori e scout della parrocchia che hanno condotto il dialogo.

“Perché ha accettato il nostro invito?”, alla prima domanda, che può sembrare ovvia, ma nient’affatto banale, è seguita una risposta altrettanto semplice e poco scontata, in cui il fondatore di Libera ha raccontato la sua esperienza di vita da un punto di vista molto accessibile e non egoista. Il linguaggio affatto aulico ed elaborato ma profondamente preciso e pungente, assieme a carisma e umiltà(ha insistito, nel vero senso della parola, perché ci si rivolgesse al lui usando “il tu”), hanno fatto sì che l’attenzione fosse totalmente attratta e catalizzata da egli stesso. Le esperienze di Don Ciotti hanno dato la possibilità di parlare di temi davvero importanti ed attuali, primo fra tutti l’impegno giovanile in parrocchie e nell’ambito del volontariato. Ogni educatore ha la responsabilità di scegliere di non passare se stesso, ma i valori, ed il fatto più importante è che “è il noi ad essere vincente”: il lavoro di squadra, la collaborazione, il fidarsi e l’affidarsi sono il fondamento dell’educazione per la vita.

Le strade della zona della Parrocchia Santa Maria Goretti, sono protagoniste di un problema che viene sottovalutato troppo, quello della prostituzione. Donne che passano da essere soggetto ad oggetto, sfruttatori impuniti, uomini colpevoli e senza scrupoli e l’imbarazzo delle persone che non sanno cosa fare quando si trovano faccia a faccia con queste realtà: queste sono alcune tra le questioni che associazioni aiutate e “pubblicizzate” da Don Ciotti si impegnano a risolvere.

Infine la rogna di tutta l’Italia: la mafia; Libera si occupa anche di questo. Soprattutto in meridione, i territori ed i campi sottratti alla mafia, vengono ridistribuiti dall’associazione ad agricoltori onesti, ed i prodotti di qualità venduti in tutto il Paese, anche per continuare la lotta contro l’illegalità e l’immoralità. Gli uliveti e l’olio sono uno dei punti di forza di questo progetto, infatti, la parrocchia ospite ha dato in dono all’associazione un ulivo, come simbolo di vicinanza ed impegno.

Alla fine del dialogo Don Ciotti ha salutato tutti e, sceso dal palco, si è fermato a parlare con parte del pubblico lì presente, per poi andar via. Il tempo non basta mai e certi incontri oltre a suggerire molte risposte, portano altrettante domante, ma l’atmosfera a questo punto era serena e tranquilla e al contempo accesa dalla consapevolezza che può esistere un’altra strada, un altro modo di vivere e costruire un mondo migliore.

Alice Calligaro 4F

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