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CONTINENTE FOSSILE IN FIAMME

Da ormai cinque mesi continuano a divampare roghi su quasi tutto il territorio dell’Australia, in particolar modo nel Nuovo Galles, dove sono stati distrutti 10,3 milioni di ettari, pari all’estensione della Corea del Sud.

Nonostante siano stati accusati dei piromani, questi incendi, che si estendono su milioni di ettari, non possono essere stati innescati da un fiammifero… La fiamma è stata decisamente più importante. La vera causa sono infatti i fulmini la cui sempre maggiore frequenza è dovuta a un problema che sta a cuore a tutti noi, il cambiamento climatico. La scintilla si è dunque propagata a causa dello spropositato innalzamento della temperatura, +1,5°C, e al lungo periodo di siccità, la quale ha provocato la dissecazione di ampie aree boschive.

L’uomo ha sempre avuto bisogno di aggrapparsi a qualcosa, e, in questo caso, ha dato la colpa anche al governo. Eppure il povero primo ministro Morrison non può tagliare tutti i rapporti commerciali con le altre nazioni che fanno affidamento sul carbone estratto in quest’area, e non può neanche licenziare i milioni di lavoratori impegnati nel campo, implicati a loro volta nel processo di surriscaldamento globale (come tu che stai leggendo l’articolo in questo istante).

Oltre che i roghi, causa del disagio sono le pesanti emissioni di CO2, ben 400 milioni di tonnellate, l’equivalente dell’ammontare prodotto dalle 116 nazioni meno inquinanti. Secondo la NASA, i fumi hanno percorso già la metà della sfera terrestre!

28 sono state le persone uccise dagli incendi. Tuttavia, questo non è lo stesso numero di animali morti, più di un miliardo secondo le stime dell’Università di Sydney. Tra le specie interessate, quella dei koala, uno dei simboli del Paese. Dei 46mila esemplari abitanti dell’Isola dei Canguri ne rimangono solo 9mila. Questo numero potrebbe abbassare ulteriormente il loro stato di conservazione: attualmente considerati vulnerabili, rischiano di avvicinarsi al baratro dell’estinzione. I veterinari del Kangaroo Island Wildlife Park stanno correndo ai ripari, salvando i koala che arrivano aggrappati ai tanti volontari. Anche tu puoi aiutare questi dolci animaletti, donando alle cliniche veterinarie o adottandone uno a distanza! Forse questo sarebbe stato il futuro desiderato per Lewis, un piccoletto che dopo tante cure e attenzioni non ce l’ha fatta ed è stato soppresso all’Ospedale di Port Macquarie.

Se però da un lato si tenta di salvare l’orsetto dal naso a patata, dall’altro si prende la via dellabbattimento di un essere scomodo: il cammello. Accusati di “bere troppo”, ovvero andare alla ricerca di acqua potabile in serbatoi e rubinetti delle proprietà private. Dei 10.000 esemplari destinati all’abbattimento, già la metà è stata uccisa dai cecchini a bordo di elicotteri. Insomma, il conflitto uomo-animale è sempre vivo!

Sarebbero da considerare, al contrario, dei veri amici i vombati, dei simpatici marsupiali che radunano animali in fuga dalle fiamme per condurli al sicuro nelle loro tane sotterranee… Ma no, questa è solo una storiella diventata virale! In realtà  è da considerarsi in parte vera: molti animali hanno trovato riparo nelle profonde gallerie scavate dai vombati, degli aiutanti involontari, benché spesso qualche ospite sia stato considerato invadente.

Anche se ultimamente il pericolo degli incendi sembra essere contenuto a causa delle piogge torrenziali dell’ultimo periodo, l’emergenza continua. Ad esempio, nel Parco dei Rettili, i koala rischiano di essere trascinati dalle acque e gli alligatori potrebbero tentare la fuga a causa dell’innalzamento del livello della laguna. Bisogna inoltre ricordare che ciò che sale, prima o poi scende: nei fiumi Macleay e Hastings è stata confermata una moria di pesci per le ceneri dei fuochi cadute nei fiumi con le violente piogge e, prima, per la mancanza di ossigeno.

Oggi l’Australia si trova tra due fuochi, o meglio, tra un fuoco e lo scenario apocalittico del Diluvio Universale. 

Speriamo che quella famosa colomba ritorni con un ramoscello d’ulivo e ci indichi come uscire da questo Inferno.

Laura, 3A

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