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Cogito ergo hit

E’ il mattino del 27 Maggio e nel cortile del Palahit c’è aria di sfida: le squadre sono radunate, pronte per giocare la finale provinciale dei Giochi Sportivi Studenteschi. Ricevono le ultime “dritte” dai loro allenatori e inizia l’incontro.
Il capitano del Cattaneo, insieme ad un suo compagno di squadra, rilascia intanto un’intervista su questo gioco nuovo ma molto interessante.
L’hitball è uno sport torinese, nato su iniziativa di alcuni insegnanti circa vent’anni fa e che propone una valida alternativa ai “classici” sport. Anche se è molto diffuso nelle scuole, rimane comunque sconosciuto ai più. Questo discorso, tuttavia, non vale per i giocatori del Cattaneo che si possono invece definire dei veri e propri veterani dell’hitball: iniziarono a giocare 12 anni sotto iniziativa di un loro insegnante delle medie e nacque una vera e propria passione.
Ormai da 5 anni la finale dei GSS è un appuntamento fisso e tanto atteso e che ha sempre dato loro grandi soddisfazioni. Diversamente dagli anni precedenti, in la competizione si limitava alla sfida “personale” con il D’Azeglio, quest’anno si gioca contro il Copernico. Carichi di adrenalina e di voglia di divertirsi, entrano in campo.
Nel giro di un minuto, la squadra delinea immediatamente l’alto livello della squadra segnando un hit che vale 2 punti (dalla difesa), ma il Copernico non si fa prendere dallo sconforto e risponde con altri punti: per tutto il primo tempo il Cattaneo gestisce la gara, non lasciando l’opportunità agli avversai di recuperare il vantaggio accumulato.
Non c’è differenza tra un giocatore e l’altro della stessa squadra. I continui cambi tra difesa e attacco, o tra giocatori dentro e fuori campo, garantiscono a tutti la possibilità di giocare. Ognuno ha una caratteristica unica ed essenziale per la squadra: chi ha precisione e indirizza la palla nei varchi liberi della difesa avversaria, chi colpisce con una forza impressionante la palla di gomma, chi riesce a parare ogni attacco con grande agilità.
Le pareti di plastica che delimitano il campo vengono sfruttate con astuzia come sponde per i tiri che non hanno solo lo scopo di segnare ma anche di divertire i giocatori e gli spettatori: è scontato che queste reggano ai tiri delle due compagini, malgrado siano di grande intensità. Davvero stupefacente è il muro eretto dagli attaccanti delle due squadre, altrettanto resistente e utile al gioco di squadra.
Il secondo tempo termina 31-16 per il Cattaneo e, anche se la partita potrebbe concludersi con questo risultato, i giocatori delle due squadre giocano il terzo tempo con la stessa concentrazione del primo. Il cambio campo a metà del settimo minuto offre agli allenatori la possibilità di dare gli ultimi consigli.
il titolo di campioni è virtualmente già assegnato, ma il Copernico non si scoraggio e vende cara la pelle fino all’ultimo secondo.: anche per loro, vale lo stesso desiderio di sfida che hanno i nostri ragazzi.
La partita si conclude con un risultato più che soddisfacente: 52-27 per il Cattaneo e, dopo la stretta di mano, i giocatori escono nel cortile per la premiazione. Entrambe le squadre sono orgogliose dei loro risultati: il Cattaneo colleziona un’altra storica vittoria e il Copernico guadagna un secondo posto ben giocato.
L’incontro si conclude, ma, più che il titolo appena conquistato, nelle teste dei giocatori domina un sentimento di soddisfazione per il divertimento e per la bella sfida appena terminata.
Quel sentimento che dovrebbe essere protagonista in tutti gli sport, e che tanto manca nei nostri tanto (troppo) amati stadi italiani.

Pistidda Federico (4I)
Salerno Simone (4I)
Busa Marco (5M)
Colacicco Luigi (5L)
Lizzi Emanuele (5L)
Carretta Fabrizio (5L)
Morese Michele (4R)
Calvo Alberto (5M)

Laura Padovese

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