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CERN: L’APOTEOSI DELLA SCIENZA

Lo scorso 19 e 20 Gennaio le classi 5^A e 5^Q del nostro istituto hanno partecipato a un’interessante uscita didattica all’interno delle strutture del CERN. Il centro nato nel 1954 sul confine Franco-Svizzero nei pressi di Ginevra, aveva la finalità di creare un concilio Europeo unito nella ricerca nucleare. Nel corso degli anni, e grazie all’esponenziale evoluzione tecnologica, i ricercatori sono arrivati a osservare e studiare le più piccole particelle componenti l’atomo: le particelle elementari.

I circa 50 studenti si sono ritrovati faccia a faccia con una realtà specifica, quella della fisica quantistica. Ramo della scienza che studia la materia a livello subatomico. Questa disciplina si occupa delle relazioni che le particelle instaurano tra loro, come regolano l’universo e quando vi sono apparse per la prima volta. Gli scienziati del CERN sfruttano queste nozioni per compiere un percorso a ritroso nel tempo tale da osservare e conoscere l’universo nei suoi primi istanti di vita. Sono proprio le particelle elementari, infatti, le prime a essersi formate, divenendo la struttura costituente di tutto ciò che ci circonda. Fino ad oggi gli studiosi del centro sono giunti a conoscere l’universo fino ad un istante infinitamente prossimo al Big Bang(1×10^-32sec).

Questa conquista scientifica e tutte le altre finora studiate a Ginevra sono da ricondurre all’utilizzo di un macchinario sorprendente, l’LHC (Large Hadron Collider) o “Acceleratore Particellare”. Tale strumento , attraverso l’utilizzo dei più potenti magneti, fa collidere fasci di protoni nel tentativo di riprodurre dei Big Bang in “miniatura”, in modo da studiarne la nascita. Una delle particelle più importanti studiate grazie all’LHC è sicuramente il bosone di Higgs, che dà risposta a una delle domande che più attanagliano l’uomo fin dagli albori della sua esistenza: com’è nato l’universo? Il bosone infatti è in grado di tramutare l’energia in materia, ed è perciò responsabile della creazione di tutta la realtà che ci circonda.

Proprio per questo è stato ribattezzato “la particella di Dio”, epiteto che ha rianimato l’infinito dibattito tra scienza e religione. Questi studi, pur lasciando libera interpretazione alla sensibilità personale, sono un innegabile punto a favore delle tesi anti creazionistiche; confutano infatti l’esistenza di un vero e proprio Creatore, o più semplicemente lo identificano nel bosone stesso.

 

Matteo Audasso, 5^Q

Stefano Maurelli, 5^Q

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