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ANIMALI FANTASTICI – I CRIMINI DI GRINDELWALD.

Abbiamo aspettato due anni, abbiamo cercato tutti i dettagli nelle foto del set, abbiamo analizzato le interviste rilasciate e abbiamo cercato sottointesi in tutti i tweet, tentando così di scoprire più cose possibili prima della fatidica data. Ci siamo innamorati del cast, siamo rimasti sorpresi o perplessi per i trailer. Ma finalmente il giorno è arrivato, il 15 Novembre “Animali Fantastici – I Crimini di Grindelwald” è uscito in tutte le sale italiane, incassando già quasi 6 milioni solo nel primo weekend.
L’attesa è stata, secondo un parere generale, ben premiata. Il film si focalizza sul personaggio interpretato, forse un po’ meno magistralmente rispetto a quello che ci aspettavamo, da Johnny Depp. Alla Rowling non sono mai piaciuti i personaggi tipo, statici nel loro carattere e stereotipati, quindi anche questa volta ci vuole ricordare che “il mondo non è diviso tra persone buone e Mangiamorte”, ma che anche un animo buono e dolce come quello di Queenie può prendere decisioni discutibili, se spinto da motivazioni profonde. Ed è forse questo che ha stupito di più coloro che sono andati a vedere il film: questo ribaltamento totale della situazione, questa decisione da parte della Rowling di rimescolare completamente le carte in tavola. I buoni non vincono e quelli che dovrebbero essere i cattivi arruolano nel loro esercito sempre più streghe e maghi.
Ma sullo scenario di questa preparazione alla battaglia finale (che presumibilmente avverrà durante il quinto film) si può seguire un altro filo, quello che racconta la storia di Credence. Un personaggio che, pur essendo in un certo senso messo spesso in secondo piano rispetto a Newt o Tina, sembrerebbe essere la chiave di volta di tutta la storia. Cercando le sue origini si imbatte, con una strategia accuratamente pianificata, in Grindelwald, il quale lo considererà l’unica persona in grado di uccidere il grande Silente. Credence è quindi immischiato in alcune difficili vicende familiari, in cui alla fine non c’entra nulla. Il suo è un personaggio difficile da capire, con un animo forte ma allo stesso tempo così facile da manipolare. Alla fine del film, Grindelwald gli rivelerà di essere il fratello dello stesso Albus Silente, facendo apparire davanti agli occhi di Credence la Fenice che da sempre era il simbolo di quella famiglia. Ora, le cospirazioni e le teorie sono tante e tutte realistiche, l’unica certezza che abbiamo è che con tutta probabilità non è fratello di Silente.
Accanto a Credence vi è il controverso personaggio di Nagini, la ragazza destinata a trasformarsi nel fedele serpente del Signore Oscuro. Ecco, forse ci saremmo aspettati un po’ più di dettagli o comunque di partecipazione, ma ci accontentiamo. Speriamo che la Rowling abbia in mente per lei un futuro interessante.
Per quanto riguarda la storia d’amore tra Silente e Grindelwald, possiamo certamente affermare che è stata messa molto in secondo piano, cosa che è stata molto criticata. A uno spettatore ignaro la loro può sembrare un’amicizia stretta, quasi fraterna. Niente di più di quello che c’era tra Sirius e James, per capirci. Le motivazioni di tale scelta sono ignote, quindi speriamo che nei prossimi tre film il loro rapporto sia chiarito e approfondito meglio.
Infine, per i personaggi principali quali Newt, Tina e Jacob, non c’è molto da dire. Si sono comportati e hanno agito come ci si aspettava che facessero, prendendo le parti dei buoni come era ovvio. La sorpresa maggiore è stata la comparsa del fratello di Newt e di Leta, ma sembrerebbe che il loro filone narrativo sia iniziato e finito all’interno del film.
Nel complesso, quindi, il film ha ricevuto una critica positiva, nonostante alcuni aspetti si potessero migliorare. Ma in fondo, la magia del mondo di Harry Potter ci mancava così tanto che probabilmente avremmo accettato qualsiasi cosa J.K. Rowling si fosse inventata.
E durante l’attesa per il sequel, possiamo solo aspettare che l’autrice ci dica qualcosa di più su quella saga dei Malandrini che ci aveva promesso.

 

Ginevra 4F

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