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ANIMALI E COVID nella buona e nella cattiva sorte

10/02/2021

Il 9 febbraio si è conclusa l’indagine condotta dall’Oms volta ad identificare l’origine del virus Covid 19. Nella conferenza stampa tenutasi a Wuhan, Peter Ben Embarek, ricercatore a capo dell’operazione, dichiara: «Tutti i dati che abbiamo raccolto sin qui ci portano a concludere che l’origine del coronavirus è animale», sebbene non sia certo quale sia stato il mezzo di trasmissione nell’uomo; dunque, l’ipotesi di fuga del virus artificiale, da laboratorio, è “altamente improbabile”. Sono pertanto gli animali – tra gli esemplari ospiti più plausibili vi sono il pipistrello e il pangolino – i colpevoli. Non a caso, la pandemia non ha lasciato nemmeno loro al sicuro, sia per il virus, sia per azione umana.

Tra gli avvenimenti più eclatanti degli ultimi mesi vi è sicuramente lo sterminio di migliaia di esemplari di visoni da allevamento avvenuto in Danimarca. Come se la raffinata pelliccia non sia già un motivo mediocre per cui uccidere queste creature col gas, si è aggiunto il virus che, accendendo un focolaio in uno degli allevamenti nel mese di novembre, ha decretato il loro abbattimento seriale. L’esempio atroce è stato seguito da una fattoria a Navatalgordo, Spagna, e dal più grande allevamento italiano, a Capralba, in provincia di Cremona, dove l’organizzazione Essere Animali ha ripreso, tramite un drone, macabre immagini.

Un’altra triste fine è toccata a tantissimi animali domestici. Se durante il primo lockdown erano state moltissime le famiglie a svuotare i canili in cerca di un sostegno psicologico personale o di una “distrazione per i figli”, altrettanti sono stati quelli che si sono ricreduti e, per timore di contrarre il virus, hanno restituito “il pacco al mittente”, innalzando il tasso di abbandono del 70%.

Eppure, considerando gli animali risultati positivi al Covid, figurano solo esempi che hanno contratto il virus dall’uomo, e non viceversa. Il più recente è quello di alcuni gorilla dello zoo di San Diego, California. È la prima volta che il coronavirus viene riscontrato nelle grandi scimmie. Più sensibili al virus si sono rivelati, invece, i felini, quali un leopardo delle nevi allo zoo di Louisville, Kentucky, una tigre malese allo zoo di New York, assieme ad altri tre esemplari allo zoo di Knoxville nel Tennessee, una tigre e due leoni in Svezia. Sarebbero membri del personale  ad averli infettati durante le loro mansioni quotidiane. Alcuni mostravano sintomi come tosse e diminuzione dell’appetito e, a seguito di somministrazioni di vitamine, liquidi e cibo – nessun trattamento specifico – sono tutti guariti! Come detto dalle strutture, «questi animali hanno una capacità di recupero superiore alla nostra e possono guarire in modo diverso».

Tra gli animali domestici erano stati segnalati un cane ad Hong Kong e un gatto in Belgio, contagiati entrambi dal loro padrone malato.

Tuttavia, gli animali si stanno rivelando anche importanti alleati nella lotto al coronavirus: Fido ci sta dando una grossa mano in questo periodo di incertezze, non solo da una punto di vista scientifico – in relazione alla squadra di cani anti-Covid -, ma anche psicologico. Basti pensare a Billy, il meticcio che da oltre due mesi attende sull’uscio di casa il ritorno del suo padroncino, Marco Maiolani, volontario della Protezione Civile, in riabilitazione a seguito della contrazione del virus.

Perlomeno, ci tocca ricambiare e proteggerli a nostra volta. È quello che sta facendo la capitale Sudcoreana Seul dando il via a test gratuiti per cani e gatti sintomatici. Ancora, gli esperti di virologia, malattie infettive e genomica dell’Università dell’East Anglia, l’Earlham Institute e l’Università del Minnesota comunicano la possibilità di preparare un vaccino per alcuni animali domestici per fermare ulteriori evoluzioni del virus e spillback, ovvero salti di specie. Un altro modo un po’ bizzarro di proteggere i nostri amici è quello adottato dai padroni cinesi, affrettatisi all’acquisto di mascherine per il loro bau. Quindi, se vedete un pitbull per strada con indosso questa strana museruola, non preoccupatevi: non morde mica!

Laura, 4A

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