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ALMENO QUALCUNO HA FATTO “VACANZA”

È ormai terminata la settimana di febbraio dedicata ai viaggi studio programmati dalla scuola e con essa la possibilità, per almeno alcuni di noi del Catta, di prendesi una piccola pausa dalla sveglia alle sei del mattino e dai pomeriggi (che spesso diventano nottate) trascorsi a studiare per il giorno dopo. Per rivedere grossi bus davanti a scuola e salutare i nostri compagni con un fazzoletto bianco dovremmo attendere fino ad aprile.
Ma dove sono andati alcuni dei nostri viaggiatori che hanno lasciato il vuoto nei corridoi? È difficile fare una rassegna completa delle mete raggiunte, ma possiamo soffermarci su due esempi interessanti…
Le classi della 2^ e 3^ A hanno visitato Lyon, già Lugdunum, antica colonia romana – un po’ come la nostra Augusta Taurinorum insomma -. I ragazzi hanno visitato la seconda “ville de France” dopo Parigi e, più specificamente, il Museo delle Confluenze sulla Presqu’île – il centro della città – e il Museo dei Canuts, i tessitori di seta. Hanno anche fatto “irruzione” in abitazioni private attraversando i “traboules˝, passaggi che collegano le vie del centro storico, passando per i cortili delle case. Ma non inviadiateli troppo! Anche loro sono andati a scuola tutti i giorni – anche se in quel periodo in Francia le scuole erano chiuse – presso l’école Lyon Bleu International, dove hanno seguito lezioni completamente in francese. Sicuramente però l’esperienza che li ha segnati di più è stata il soggiorno in famiglia: hanno vissuto con altri genitori, altri fratelli, altri nonni che non parlavano la loro lingua, ma unicamente il francese. È stato particolarmente interessante soprattutto per gli studenti di seconda, che si sono sentiti più responsabili e autonomi. Pertanto, questa gita non ha permesso soltanto di approfondire lo studio della lingua e di visitare una nuova città, ma ha favorito anche una proficua crescita personale.
Anche gli studenti di 2^E hanno alloggiato in famiglia, ma per un motivo differente. Si sono infatti recati a Granada per un potenziamento di matematica. Molti di loro inizialmente erano scettici: perché una classe che non studia spagnolo dovrebbe soggiornare in Spagna per studiare una materia scientifica? Senza dimenticare che, a differenza dei lionesi che hanno condiviso la camera con un loro compagno di classe, i granadini hanno vissuto per sei giorni da soli con una famiglia di spagnoli, obbligati a parlare in Inglese. Insomma, è stato un mix di materie che ha aperto la mente ai nostri cattaneini. E qual era il programma pomeridiano? Visita della splendida città con i propri compagni connazionali parlando, finalmente, in italiano!
Senza dimenticare chi è andato a Roma, Firenze, Palermo, Ravenna… la nostra Italia resta sempre il Paese prediletto!

Laura, 2^A

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